{"id":475,"date":"2020-09-20T20:08:30","date_gmt":"2020-09-20T18:08:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.premiosalgari.studiowolfdazz.it\/?page_id=475"},"modified":"2020-09-20T20:08:30","modified_gmt":"2020-09-20T18:08:30","slug":"emilio-salgari-vita-e-opere-by-claudio-gallo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/?page_id=475","title":{"rendered":"Emilio Salgari &#8211; Vita e opere  by Claudio Gallo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Verona, 21 agosto 1862 - Torino, 25 aprile 1911<\/strong><\/p>\n\n\n<h1 style=\"text-align: center;\"><strong>Emilio Salgari<br><\/strong><strong style=\"color: inherit;\">Verona, 21 agosto 1862 - Torino, 25 aprile 1911<br><\/strong><strong>&nbsp;<\/strong><em>Scrittore e <\/em><em>&nbsp;giornalista<\/em><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-213\" src=\"https:\/\/www.premiosalgari.studiowolfdazz.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PS2020_01_Salgari_Social_LogoTondo-e1599606593587.png\" alt=\"Logo Social del Premio Salgari\" width=\"50\" height=\"50\"><\/p>\n<p>Emilio Salgari, il maggiore narratore italiano d\u2019avventure, nacque a Verona, il 21 agosto del 1862, da genitori benestanti: Luigi, commerciante e proprietario terriero, e Luigia Gradara, di buona famiglia. A scuola non si distinse, se non per i suoi forti interessi geografici e storici. Giovanissimo, nel 1878, dopo aver terminato la Scuola Tecnica, lasci\u00f2 Verona e s\u2019iscrisse all\u2019Istituto Nautico di Venezia, senza per\u00f2 acquisire l\u2019ambito titolo di Capitano di Gran Cabotaggio. Millant\u00f2 comunque di aver conseguito il brevetto e di aver solcato mari ed oceani, mentre, forse, si era soltanto imbarcato sul trabaccolo <em>Italia Una <\/em>che lo aveva condotto da Venezia a Brindisi.<\/p>\n<p>Ritorn\u00f2 a Verona successivamente alla grande piena dell\u2019Adige, sul finire del 1882. Dopo aver contribuito alla stesura di <em>Angiolina, <\/em>romanzo d\u2019impronta manzoniana del suo anziano insegnante di italiano, Pietro Caliari, inizi\u00f2 a collaborare, nella seconda met\u00e0 del 1883, con la \u201cNuova Arena\u201d, diretta da Ruggero Giannelli. Sul quotidiano veronese, comment\u00f2 gli avvenimenti di politica internazionale usando lo pseudonimo di <em>Ammiragliador <\/em>(1883-1885), si occup\u00f2 di cronaca teatrale come <em>Emilius<\/em> (1883-1885) e scrisse, in rapida successione, un lungo racconto e due romanzi di appendice \u2013 <em>Tay-See<\/em> (1883), <em>La Tigre della Malesia<\/em> (1883-1884) e <em>La favorita del Mahdi<\/em> (1884) - dando vita, sin dai suoi esordi letterari, alla saga del principe bornese spodestato, Sandokan, che lo avrebbe accompagnato sino alla fine dei suoi giorni. Il giovane Salgari si distinse anche come ciclista (era il presidente fondatore del Circolo Velocipedistico, poi confluito nel Veloce Club), ginnasta, schermidore e revisore dei conti della Societ\u00e0 Bentegodi.<\/p>\n<p>Nel marzo 1885, per migliorare le sue condizioni economiche, pass\u00f2 all'\"Arena\", diretta da Giovanni Antonio Aymo, dove lavor\u00f2 sino alla fine del 1893, allorch\u00e9 si trasfer\u00ec a Torino per collaborare, senza vincoli contrattuali, con gli editori Speirani e Paravia e iniziare la sua intensa attivit\u00e0 di scrittore di professione con altri editori nazionali: Bemporad, Cogliati, Treves, Voghera. Nel 1892, aveva sposato Ida Peruzzi, attrice col nome di Aida in una compagnia amatoriale dalla quale ebbe quattro figli: Fathima, Nadir, Romero e Omar.<\/p>\n<p>Nel 1896, intensific\u00f2 la sua collaborazione con il genovese Antonio Donath, probabilmente l\u2019editore che meglio seppe cogliere le grandi potenzialit\u00e0 del romanziere. Nel 1898, prese alloggio in Casa Rebora di via Vittorio Emanuele in Sampierdarena, vicino a Genova, per ritornare definitivamente a Torino due anni pi\u00f9 tardi, forse perch\u00e9 la moglie desiderava vivere vicino all'ampio nucleo dei Peruzzi, trasferitosi al completo da Verona alla citt\u00e0 sabauda. \u00c8 un periodo di frenetica attivit\u00e0 in cui Salgari scrive alcune delle sue opere migliori. In quegli anni di felice vena, infatti, licenzi\u00f2 <em>I misteri della Jungla Nera<\/em> (1895), <em>I robinson italiani<\/em> (1896),<em> Le stragi delle Filippine<\/em> (1897),<em> Il Corsaro Nero<\/em> (1898),<em> La capitana del Yucatan<\/em> (1899),<em> Gli orrori della Siberia<\/em> (1900),<em> La montagna di luce<\/em> (1902), <em>I figli dell\u2019aria<\/em> (1904), <em>L'uomo di fuoco<\/em> (1904), <em>Le due tigri<\/em> (1904), <em>Il Capitan Tempesta <\/em>(1905), <em>Le figlie dei faraoni <\/em>(1905), <em>Le aquile della steppa<\/em> (1907), <em>Cartagine in fiamme<\/em> (1908).<\/p>\n<p>Non era ricco, ma nemmeno povero, come raccontano i pi\u00f9: poteva assicurare alla sua famiglia una vita decorosa. Nel 1906, sottoscrisse un buon contratto con Enrico Bemporad che gli garant\u00ec un sensibile miglioramento delle sue condizioni economiche, senza dimenticare che sin dalla seconda met\u00e0 degli anni Novanta dell\u2019Ottocento aveva sottoscritto altri importanti e vantaggiosi contratti con agenzie ed editori esteri per la diffusione dei suoi romanzi nei paesi di lingua francese, slava e tedesca. Merito, probabilmente, di Edoardo Spiotti, accreditato come suo agente, che commerciava anche con i paesi di lingua spagnola e portoghese dove Salgari conobbe, ancora vivente, un notevole successo. In cinque anni di attivit\u00e0 scrisse per l\u2019editore fiorentino una ventina di romanzi, tra cui <em>La stella dell\u2019Araucania<\/em> (1906), <em>Le<\/em><em> meraviglie del Duemila <\/em>(1907)<em>, Il tesoro della montagna azzurra<\/em> (1907)<em>, Il re dell\u2019aria<\/em> (1907), <em>Sandokan alla riscossa<\/em> (1907)<em>, La scotennatrice<\/em> (1909)<em>, I corsari delle Bermude<\/em> (1909). Tuttavia qualcosa non funzion\u00f2, i ritmi rallentarono e i testi dati alle stampe si ridussero di numero. Con Bemporad volle pubblicare, al di l\u00e0 degli impegni contrattuali, anche l'unico romanzo a sfondo autobiografico, <em>La Boh\u00e8me italiana<\/em> (1909), in cui era evidente il riferimento al movimento Scapigliato. Si tolse la vita - \u201cspezzo per sempre la penna\u201d, lasci\u00f2 scritto in una lettera - il 25 aprile 1911, \u201cprostrato dal ricovero della moglie in manicomio e dall'inquietudine prodotta da un\u2019ispirazione che tendeva a inaridirsi\u201d, dall'atteggiamento della critica accademica che non aveva riconosciuto la modernit\u00e0 della sua proposta letteraria e da pressanti problemi economici indotti, assai probabilmente, da una cattiva amministrazione delle sue risorse.<\/p>\n<p>Le prove letterarie di Emilio Salgari appartengono alla memoria e alla storia degli italiani, dei quali, in ambito romanzesco, seppe rappresentare le pulsioni, le inquietudini, gli interessi e le mode del tempo. L\u2019autore veronese, di formazione positivista, non era soltanto la firma pi\u00f9 conosciuta della letteratura avventurosa, ma anche la punta avanzata di un ampio movimento culturale nazionale che guardava verso il misterioso ed esotico mondo orientale, coinvolgendo, per fare qualche esempio, letterati come Paolo Mantegazza, Angelo De Gubernatis e Gabriele d\u2019Annunzio, e che esprimeva l\u2019ambizione di una giovane nazione di conoscere ed esplorare le terre, i mari e i cieli.<\/p>\n<p>Emilio Salgari rappresentava, e rappresenta, nel nostro paese l\u2019alternativa al <em>novel, <\/em>al testo che scava in profondit\u00e0, che ha come riferimento i caratteri e l\u2019introspezione dei personaggi, la realt\u00e0 contrapposta al sogno, alla fantasia e alla <em>fiction<\/em>. Salgari \u00e8 stato ed \u00e8, invece, un autore universale, un grande classico della letteratura moderna che ha sperimentato, prima e pi\u00f9 di altri, la possibilit\u00e0 del <em>romance<\/em>, l\u2019invenzione letteraria, cos\u00ec come avevano fatto nei loro paesi d\u2019origine Conan Doyle, Fenimore Cooper, Dumas, London, Poe, Stevenson e Verne, autori da lui conosciuti e ammirati insieme ai meno noti Aimard, Boussenard e Mayne Reid.<\/p>\n<p>In Salgari, l\u2019azione prevaleva sull'immobilit\u00e0. Come nella miglior letteratura statunitense, il viaggio, e, dunque, il movimento, era condizione preliminare alla nascita del romanzo, tant'\u00e8 vero che nella fase che precede la scrittura egli fissava volentieri le tappe di un itinerario necessario allo sviluppo della trama e, a questo fine, non disdegnava di tracciare, preliminarmente, una carta geografica.<\/p>\n<p>Salgari esercit\u00f2 \u201cuna forte suggestione\u201d su intere generazioni di scrittori d\u2019avventure (Mario Contarini, Emilio Fancelli, Aristide Gianella, Luigi Motta, Antonio Quattrini, Yambo). A molti di loro offr\u00ec spazio sulla rivista \u201cPer Terra e per Mare\u201d, da lui diretta tra il 1904 e il 1906, sperimentando, per primo, le possibilit\u00e0 della letteratura di genere in Italia: dall'avventura al poliziesco, dalla fantascienza all'horror. Un\u2019influenza che perdura nel tempo, se autori come Gian Luigi Bonelli, Mino Milani, Valerio Massimo Manfredi e Valerio Evangelisti gli sono ancora oggi in qualche modo debitori.<\/p>\n<p>Lo stile di Salgari (unico e inimitabile) apparteneva alla lingua \u201ccomune\u201d, cui, nonostante un uso eccezionale di vocaboli tecnici ed esotici, cercava di aderire. Anzi, gli eccessi e le iperboli rendevano pi\u00f9 limpide le sue trame. Lo leggevano tutti, giovani e vecchi, uomini e donne, eruditi e persone meno colte.&nbsp; In questo senso, Salgari era, ed \u00e8, un autore popolare come nessun altro. I suoi romanzi e i suoi racconti conservano ancora oggi un buon ritmo narrativo e intrecci interessanti. Egli era un grande narratore, uno straordinario creatore di storie, di caratteri e di personaggi e, per questa sua imprescindibile dote, intere generazioni di lettori sono state conquistate dalle gesta dei suoi inossidabili eroi, impegnati nell'eterna lotta tra il bene e il male, e dal forte stuolo di comprimari che popolavano le sue saghe: tutti a lui felicemente sopravvissuti.<\/p>\n<p>A partire dalla fine degli anni Sessanta, grazie allo straordinario lavoro di recupero filologico ad opera di Mario Spagnol e Giuseppe Turcato, e con pi\u00f9 continuit\u00e0 negli ultimi quindici anni, gli studi salgariani sono cresciuti in quantit\u00e0 e in qualit\u00e0. Si tratta di un lavoro ampio e qualificato non ancora censito, proveniente, in parte, dal mondo dei lettori e degli appassionati e, in maniera pi\u00f9 estesa, da numerosi nuovi studiosi, italiani ed esteri, che hanno segnato tappe importanti nello studio dell\u2019opera salgariana, restituendo Emilio Salgari alla storia della Letteratura Italiana e Occidentale da cui, ingiustamente e per tanto tempo, era stato tenuto ai margini.<\/p>\n<p>Claudio Gallo<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, 21 agosto 1862 &#8211; Torino, 25 aprile 1911 Emilio SalgariVerona, 21 agosto 1862 &#8211; Torino, 25 aprile 1911&nbsp;Scrittore e &nbsp;giornalista Emilio Salgari, il maggiore narratore italiano d\u2019avventure, nacque a Verona, il 21 agosto del 1862, da genitori benestanti: Luigi, commerciante e proprietario terriero, e Luigia Gradara, di buona famiglia. A scuola non si distinse, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":477,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-475","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=475"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/475\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/477"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}