{"id":2726,"date":"2024-01-05T09:31:00","date_gmt":"2024-01-05T08:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.premiosalgari.studiowolfdazz.it\/?p=2726"},"modified":"2024-01-05T09:31:00","modified_gmt":"2024-01-05T08:31:00","slug":"i-misteri-svelati-della-jungla-nera-gli-strangolatori-del-gange-e-ponson-du-terrail-di-stefano-nocentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/?p=2726","title":{"rendered":"&#8220;I misteri (svelati) della Jungla Nera. Gli strangolatori del Gange e Ponson du Terrail&#8221; di Stefano Nocentini"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.premiosalgari.studiowolfdazz.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/corsaro-nero-35-cover_page-0001-758x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2727 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I misteri (svelati) della Jungla Nera. Gli strangolatori del Gange e Ponson du Terrail<\/em> di Stefano Nocentini<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima parte di questo articolo \u00e8 stata pubblicata sul&nbsp;<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.premiosalgari.studiowolfdazz.it\/ilcorsaronero\/archivio-numeri-della-rivista\/numero-34\/\" target=\"_blank\">Numero 35<\/a><\/strong>&nbsp;de&nbsp;<em>Ilcorsaronero<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cita questo articolo attribuendolo correttamente al suo autore (licenza <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc\/4.0\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">CC-BY NC<\/a>)<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari fu un frequentatore assiduo di biblioteche: quella di Verona prima, quella di Torino poi. Consultava avidamente atlanti, enciclopedie, resoconti di viaggio; si documentava, prendeva appunti, annotava, immagazzinava informazioni che poi utilizzava per le descrizioni geografiche, antropologiche, zoologiche e botaniche che inseriva nei suoi scritti. Grazie all'opera meritoria degli studiosi salgariani, oggi sappiamo molto su quali fossero i testi scientifici e divulgativi che consult\u00f2 a questo scopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno invece sappiamo delle sue letture nell'ambito della letteratura di fantasia. Sicuramente era un lettore vorace di romanzi di avventura, preferibilmente esotica, in particolare di autori anglosassoni e soprattutto francesi, come Boussenard e Jacolliot, tanto che impar\u00f2 il francese cos\u00ec bene da tradurre due libri pubblicati in quella lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quei testi, Salgari non cercava soltanto svago: in qualche occasione, cerc\u00f2 il plagio. Rielabor\u00f2 testi altrui in romanzi che pubblic\u00f2 sotto pseudonimo: \u00e8 il caso ad esempio di <em>Le caverne dei diamanti<\/em> (Donath 1899, sotto il nome di E.Bertolini), rielaborazione di <em>King Solomon\u2019s Mines<\/em> (1885) di Henry Rider Haggard, e di <em>Avventure straordinarie d\u2019un marinaio in Africa<\/em> (Donath 1899, sempre come E.Bertolini), da <em>Les d\u00e9serts africains<\/em> (1878) di Armand Lapointe<a href=\"\/#sdfootnote1sym\" id=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. Ma soprattutto, vi cercava fonti d'ispirazione: nomi, spunti, idee brillanti, situazioni intriganti, particolari esotici, adatti a catturare l'attenzione del lettore, attorno ai quali sviluppare le sue trame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo studio scopre le fonti di uno dei primi libri salgariani, intriso di un esotismo vivido e immaginifico che contribu\u00ec non poco a decretarne il successo: <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, apparso a puntate su \u201cIl Telefono\u201d di Livorno nel 1887 e poi, rielaborato, pubblicato in volume da Donath nel 1895 col titolo <em>I misteri della Jungla Nera<\/em>. Vogliamo documentare come Salgari import\u00f2 abbondante materiale da due romanzi di uno dei massimi esponenti del feuilleton francese, Pierre Alexis Ponson du Terrail: <em>Les ravageurs<\/em>e <em>Un drame dans l'Inde<\/em>, apparsi in Francia nel 1866-1867 nella serie <em>Le dernier mot de Rocambole<\/em> (<em>L'ultima parola di Rocambole<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson du Terrail (1829-1871) fu un prolifico scrittore di feuilleton, pubblicati su vari giornali parigini a puntate, prima di essere successivamente pubblicati in volume (anche i primi romanzi di Salgari furono pubblicati sui giornali a puntate, e in volume solo in un momento successivo). La sua fama \u00e8 legata al personaggio di Rocambole, avventuriero coinvolto in peripezie e situazioni inverosimili (da cui l'aggettivo \u201crocambolesco\u201d). Ma non \u00e8 il personaggio, come vedremo, a fornire spunti a Salgari, quanto l\u2019ambientazione esotica di quei feuilleton.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Les ravageurs<\/em>fu pubblicato in Italia da Sonzogno nel 1874 col titolo <em>Gli strangolatori<\/em>. Il libro narra una truce storia. I <em>thug<\/em>, gli strangolatori del titolo, rapiscono fanciulle vergini per consacrarle alla loro dea Khali. Se una consacrata ha rapporti con un uomo, viene condannata a morte. Due fanciulle, ambedue figlie di ufficiali inglesi, seguono questa sorte: la prima cerca di sottrarsi al suo destino sposando un ufficiale, e verr\u00e0 uccisa; la seconda, la protagonista del libro, colpevole di aver baciato un uomo, sar\u00e0 salvata in extremis da Rocambole quando sta per essere bruciata viva sul rogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Un drame dans l'Inde<\/em> fu pubblicato in Italia da Sonzogno nel 1875 col titolo <em>Un dramma nell'India<\/em>. Il libro narra appunto di un dramma che si svolge nell'India durante la conquista inglese: un rajah, nemico acerrimo della dominazione britannica, \u00e8 assediato nella sua capitale e ucciso da un usurpatore al soldo degli inglesi; ma il figlio pi\u00f9 piccolo viene salvato da un seguace fedele e giura vendetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vediamo ora in dettaglio come Salgari utilizz\u00f2 i romanzi di Ponson du Terrail per <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>I <em>thug<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson du Terrail,<em> Gli strangolatori<\/em>, pp. 55,91:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 [I ribelli], che hanno sete di libert\u00e0 e d\u2019indipendenza, si rifugiano in fondo alle foreste, ricusano ogni sottomissione, ed hanno formato un\u2019associazione terribile, mezzo politica e mezzo religiosa, la quale ha delle rami\ufb01cazioni per tutto il mondo, in China ed al Giappone, in Africa ed in Europa, e che si chiama la societ\u00e0 degli <em>Strangolatori<\/em>. Costoro hanno dichiarato una guerra spietata a tutti gli Europei, specialmente agli Inglesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guai al piantatore che si avventura nei boschi per dare la caccia al tigre o all\u2019elefante. Un thug, cos\u00ec si chiamano gli Strangolatori, gli salter\u00e0 alla gola all\u2019improvviso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 In apparenza siamo i padroni. \u00c8 vero, diss\u2019egli, noi occupiamo le citt\u00e0, le fortezze, leviamo i tributi, decretiamo delle imposte e deponiamo dei re.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Ebbene! Allora? Gli chiesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Ebbene! Noi non siamo i padroni. Al disopra della nostra potenza, affermata in pien meriggio con brillanti reggimenti, con una bandiera che protegge delle ricche citt\u00e0, con delle flotte superbe che calcano l\u2019Oceano indiano, al disopra di tutto ci\u00f2 v\u2019\u00e8 una potenza occulta, misteriosa, un governo tenebroso, che tiene le sue assemblee in fondo alle vergini foreste, nei giuncheti impenetrabili, nei tempii in rovina, nei sotterranei sconosciuti, consacrati in passato alle loro cupe divinit\u00e0. Questa potenza, questa associazione formidabile, che ha rami\ufb01cazioni in tutto il mondo ed una agenzia principale a Londra, \u00e8 quella degli strangolatori. Strani e fanatici, essi procedono sotto la bandiera d\u2019una divinit\u00e0 delle tenebre, la deessa Kali, quel mostro dal viso di donna, che, secondo essi, si pasce di sangue umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Ma in che cosa, sclamai io interrompendo sir Harris, in che cosa potete temere gli strangolatori per vostra figlia?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Vi dico ch\u2019essi l\u2019hanno consacrata alla deessa Kali. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ce ne sono tra i nostri domestici e tra i nostri soldati. \u00c8 una rete che ci avvolge.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 1, cap. XVI:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sotterranei di Raimangal, abitati dai feroci settari della mostruosa Kal\u00ec, erano vasti quanto mai, forse assai pi\u00f9 dei famosi sotterranei di Mavalipuram e di Ellora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infinite gallerie solcavano il sottosuolo in mille direzioni, alcune tanto basse da non tenervisi in piedi un uomo, altre altissime e vaste, alcune diritte, altre tortuose che salivano a toccare la superficie pantanosa dell\u2019isola o che scendevano nelle viscere della terra. Qua antri orribili, umidi, freddi, oscurissimi, da secoli e secoli disabitati; col\u00e0 caverne, spelonche, pagode adorne di mostruose e bizzarre figure della mitologia indiana e ingombre di colonnati e pi\u00f9 oltre pozzi che mettevano per dare la caccia al tigre o all\u2019elefante. in sotterranei ancor pi\u00f9 tenebrosi e forse ancora ignorati dagli strangolatori.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 2, cap. I:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Hanno degli affigliati fra i nostri <em>sipai<\/em>, forse?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 La loro s\u00e8tta \u00e8 immensa, Bharata, ed ha degli affigliati in tutta l\u2019India, nella Malesia e persino in China.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corrispondenze: La mostruosa dea Khali (nelle traduzioni Sonzogno la mostruosa \u201cdeessa\u201d Kal\u00ec, evidente francesismo da \u201cd\u00e9esse\u201d; per inciso, le traduzioni Sonzogno abbondano di francesismi: \u201cun tigre\u201d anzich\u00e9 \u201cuna tigre\u201d, \u201cyouma\u201d anzich\u00e9 \u201cyuma\u201d, \u201cKougli\u201d anzich\u00e9 \u201cKugli\u201d, ecc.); la diffusione della setta fra i soldati indiani (<em>sipai<\/em>) e fino in \u201cChina\u201d; la descrizione degli ambienti ove si riuniscono i <em>thug<\/em> che ispira chiaramente Raimangal: \u201c...un governo tenebroso, che tiene le sue assemblee in fondo alle vergini foreste, nei giuncheti impenetrabili, nei tempii in rovina, nei sotterranei sconosciuti, consacrati in passato alle loro cupe divinit\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>Abilit\u00e0 dei <em>thug<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson Du Terrail descrive l\u2019abilit\u00e0 dei <em>thug<\/em> a colpire dovunque, persino nel cuore di uno stabilimento nemico, malgrado ogni precauzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson du Terrail, <em>Gli strangolatori<\/em>, pp. 92-93:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Gli strangolatori manifestano i voleri della loro terribile deessa con degli avvisi, che si trovano inchiodati al mattino sugli alberi dei passeggi pubblici o sulla porta dei monumenti. Quelli che annunciavano l\u2019ultimo capriccio era cos\u00ec concepito: \u00abI fanciulli e le fanciulle scelte dalla deessa Kal\u00ec saranno marcati del suo sigillo\u00bb. E da quel giorno, chiunque aveva una figlia, la custod\u00ec come un tesoro, circondandola di mille precauzioni. Cure inutili! Ci\u00f2 che la deessa voleva, doveva accadere!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cionullameno, avevo sostituito i miei domestici e licenziato tutti quelli di origine indiana. Non avevo conservato che degli europei intorno a me, e siccome avevo domandato di tornare in Inghilterra, speravo che il mio richiamo sarebbe giunto in tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevo circondato l\u2019appartamento delle mie due \ufb01glie, prima d\u2019una forte palizzata, poi di numerose sentinelle. Le nutrici passavano la notte nelle loro camere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un solo uomo poteva entrare sin l\u00e0, ed era un luogotenente dei cipai, bianco come me e come voi, che portava un nome inglese, e mi serviva d\u2019aiutante di campo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finalmente giunse il mio richiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dovevo imbarcarmi all\u2019indomani; e, moltiplicando le precauzioni, mano mano che s\u2019avvicinava l\u2019ora della mia partenza, raddoppiai le sentinelle, e volevo passare io stesso quell\u2019ultima notte, sdraiato sopra una culla, nella camera delle mie figlie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lottai a lungo contro il sonno, ma alla \ufb01ne la testa mi si fece pesante e chiusi gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando mi svegliai, il chiarore del giorno penetrava nella camera, e tutto dormiva ancora intorno a me. La nutrice era caduta in preda al sonno. Un gran levriere era sdraiato attraverso la porta. Tuttavia, una delle mie \ufb01glie, miss Anna, era sdraiata quasi ignuda, e vidi sulla sua spalla dei sacrilegi tatuaggi. Essa era marcata col sigillo misterioso della deessa Kal\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ella non aveva provato cosa alcuna, nulla udito: nessuno s\u2019era svegliato, e persino il cane aveva taciuto. Eppure gli strangolatori erano entrati.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 2, cap. I:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Una mattina, la popolazione di Calcutta era in preda ad un vivo sgomento. I <em>thugs<\/em> o Strangolatori che dir si voglia, avevano affisso su pei muri e sui tronchi d\u2019albero dei manifesti, coi quali avvertivano gli abitanti che la loro dea chiedeva una ragazza per la sua pagoda. Senza sapere il perch\u00e9 fui preso da un grande tremito; presagii che una disgrazia mi stava vicina. Feci imbarcare la sera stessa mia figlia e la rinchiusi entro le mura del forte William, sicuro che i thugs non sarebbero giunti fino a lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Tre giorni dopo, tu non crederai, la mia Ada si svegliava col tatuaggio degli strangolatori sul petto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Ah! \u2013 esclam\u00f2 Bharat che lievemente impallid\u00ec-. E chi fu a tatuarla?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Non lo seppi mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Un <em>thug<\/em> era adunque penetrato nel forte?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Cos\u00ec deve essere. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Io che non aveva sino allora conosciuto che fosse la paura, quel giorno l\u2019ebbi a provare. Compresi che mia figlia era stata scelta dalla mostruosa dea e raddoppiai la vigilanza. Mangiavo assieme, dormivo nella stanza attigua, avevo sentinelle che vegliavano d\u00ec e notte dinanzi alla sua porta. Tutto fu inutile; una volta mia figlia scomparve.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Vostra figlia scomparve! Ma come?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Una finestra era stata sfondata, gli strangolatori erano entrati e l\u2019avevano rapita. Gli affigliati avevano versato un potente narcotico nel nostro vino e nessuno ud\u00ec nulla, n\u00e9 s\u2019accorse di nulla.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a> Corrispondenze: gli avvisi affissi dai <em>thug<\/em> sugli alberi e sui muri; il genitore che rinchiude la figlia in luoghi protetti e la mette sotto stretta sorveglianza, invano; le sentinelle alla porta, inefficaci; l\u2019uso del narcotico; le sentinelle davanti alla porta; il <em>sepoy<\/em> traditore (<em>cipai<\/em> in Du Terrail, <em>sipai<\/em> in Salgari); il tatuaggio dei <em>thug<\/em> che nonostante tutto una mattina compare sul corpo della vergine (sulla spalla in Ponson Du Terrail, sul petto in Salgari), segno indelebile del suo destino.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>La seconda vergine<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne <em>Gli strangolatori<\/em>, Ponson du Terrail parla di una seconda fanciulla, anch\u2019essa figlia di un ufficiale inglese, che i <em>thug<\/em> avevano a suo tempo consacrato a Khali e poi ucciso perch\u00e9 aveva amato un uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche Salgari, ne Gli strangolatori del Gange, accenna a una seconda vergine, Marianna cugina di Ada, a suo tempo rapita ma non dai <em>thug<\/em> bens\u00ec dai pirati, ad accomunare le sorti di due disgraziate fanciulle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 2, cap. I:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a> \u2012 \u00c8 ben terribile la fatalit\u00e0 che pesa sulla mia famiglia! \u2013 esclam\u00f2 l\u2019infelice. Mia figlia rapita dai thugs, la figlia mia sorella da un pirata. \u00c8 terribile! \u00c8 spietata!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Come? La figlia di vostra sorella rapita da un pirata? \u2013 domand\u00f2 Bharata, che si pass\u00f2 la nera mano sugli occhi, strappando via una lagrima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 S\u00ec, disse il capitano tergendosi gli occhi. Avevo una nepote, una ragazzina bella come la mia Ada, figlia di mia sorella, e fu anch\u2019essa rapita. Un pirata sanguinario, la Tigre della Malesia, se ne innamor\u00f2 e la rap\u00ec. Povera Ada, povera mia nepote! La fatalit\u00e0 vi ha percosso entrambe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Come si chiamava vostra nepote?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Marianna Guillou, figlia di lord Guillou.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Fu rapita in India?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 No, a Labuan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Chi era questa Tigre della Malesia?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Un pirata di Mompracem.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 \u00c8 morta ora, questa vostra nepote?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Nessuno lo sa. Il pirata, rapita che l\u2019ebbe, scomparve e non se ne ud\u00ec pi\u00f9 parlare.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a> Questo passo dimostra che nel 1887 Salgari aveva gi\u00e0 in mente di raccordare le vicende di Tremal-Naik con quelle di Sandokan, introdotte nel romanzo <em>La tigre della Malesia<\/em>, pubblicato a puntate su <em>La Nuova Arena<\/em> di Verona fra la fine del 1883 e i primi mesi del 1884, e poi pubblicato in volume nel 1900 da Donath con il titolo <em>Le tigri di Mompracem<\/em>. Questa saldatura fra le due vicende si compir\u00e0 nove anni dopo col romanzo <em>I pirati della Malesia<\/em>, pubblicato da Donath nel 1896.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cognome della fanciulla, Guillou, \u00e8 probabilmente un refuso tipografico, in quanto Marianna era gi\u00e0 comparsa ne <em>La tigre della Malesia<\/em> col cognome Guillonk.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il passo, che esprime una percezione errata da parte inglese della vicenda di Marianna, in realt\u00e0 non rapita contro la sua volont\u00e0 ma legata a Sandokan da un rapporto d\u2019amore reciproco, sparir\u00e0 nell\u2019edizione Donath de <em>I misteri della Jungla Nera<\/em> del 1895, poco prima della pubblicazione de <em>I pirati della Malesia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">I feticci dei <em>thug<\/em><\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne <em>Gli strangolatori<\/em>, Ponson du Terrail descrive a pi\u00f9 riprese i tre feticci dei <em>thug<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>la statua di Khali dal volto mostruoso;<\/li>\n\n\n\n<li>il pesce rosso sacro nel bacino di marmo bianco;<\/li>\n\n\n\n<li>la statua di un serpente dalla testa di donna.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, Salgari riprende i tre feticci dei <em>thug<\/em> alla lettera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a> Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 1, cap. VI:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uscita dalla pagoda, Ada, ancora commossa, col volto ancor bagnato di lagrime ma gli occhi sfavillanti di fierezza, era entrata in un piccolo salotto coperto da stuoie dipinte e decorato da mostruose divinit\u00e0 poco dissimili da quelle di gi\u00e0 descritte. Il serpente dalla testa di donna, la statua di bronzo dal volto orribile e la vasca di marmo bianco col pesciolino rosso, non mancavano.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il pesciolino<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson du Terrail, <em>Gli strangolatori<\/em>, pp. 182, 187, 188:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l\u2019oggetto pi\u00f9 curioso forse era un bacino di marmo bianco collocato nel mezzo, pieno d\u2019acqua sino all\u2019orlo, e nel quale un grazioso pesce rosso andava e veniva, ora scendendo sino al fondo, ora risalendo a respirare un istante alla superficie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Padre mio, diss\u2019egli, credete ch\u2019io possa trionfare facilmente del francese, che vuole attraversare il servizio della dea?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pesciolino rosso nuot\u00f2 pi\u00f9 allegramente. Era la sua maniera di dare una risposta favorevole. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Allora, disse freddamente sir Giorgio Stowe raggiante, guai a colui che ha osato proporle di sposarla!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec dicendo, usc\u00ec dalla pagoda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 1, cap. V:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro oggetto strano era una vaschetta di marmo bianco, incastonata nelle lucenti pietre del pavimento. Era colma di limpidissima acqua e dentro vedevasi nuotare un pesce di un bel giallo oro, piccolo e che somigliava assai ad un pesce mango.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tremal-Naik non aveva mai visto nulla di simile. Egli si era fermato dinanzi alla mostruosa divinit\u00e0 e la contemplava con un misto di stupore e di paura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi era mai quella sinistra figura contornata di cranii e ornata di mani e braccia rnozze? Perch\u00e9 dinanzi ad essa si versava sangue umano? Che cosa significava quel pesciolino dorato nuotante in quella bianca vaschetta? Quale relazione avevano quei due strani simboli coi feroci uomini che inseguivano e strangolavano i loro simili?<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 1, cap. VI:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019indiano afferr\u00f2 la povera Ada fra le braccia e usci. Suyodhana, o meglio il <em>Figlio delle sacre acque del Gange<\/em>, aspett\u00f2 che ogni rumor di passi fosse cessato, poi s\u2019inginocchi\u00f2 dinanzi alla vaschetta di marmo nella quale guizzava il pesciolino dorato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Padre mio, diss\u2019egli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pesciolino che nuotava in fondo al bacino, a quella voce venne a galla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Padre mio, prosegu\u00ec l\u2019indiano. Un uomo, un miserabile, ha alzato gli occhi sulla vergine della pagoda. Quest\u2019uomo \u00e8 in mano nostra; vuoi che viva o che muoia?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pesciolino si sprofond\u00f2 nuotando con vivacit\u00e0. Suyodhana s\u2019alz\u00f2 di scatto; un sinistro lampo balen\u00f2 nei suoi sguardi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 La dea l\u2019ha condannato, diss\u2019egli con voce cupa. Quell\u2019uomo morr\u00e0!<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corrispondenze: il bacino di marmo bianco in cui nuota il pesce; il pesce, che il capo dei <em>thug<\/em> ritiene la reincarnazione di suo padre; la provenienza del pesce dal Gange; la domanda posta al pesce, che riguarda la vita o la morte dell\u2019uomo che ama la vergine; l\u2019oracolo che si ottiene interpretando i movimenti del pesciolino; il nuoto vivace che significa \u201cmorte\u201d. Salgari elenca una serie di particolari che sono esattamente gli stessi che in Ponson Du Terrail; la derivazione \u00e8 evidente e quasi letterale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nota che il pesce \u201csomigliava assai ad un pesce mango\u201d \u00e8 originale di Salgari; che razza di pesce sia questo \u201cmango\u201d \u00e8 uno dei tanti misteri salgariani. Come \u00e8 noto, il mango (<em>mangifera indica<\/em>) \u00e8 una pianta arborea originaria dell'India e coltivata in tutte le zone tropicali per il suo frutto, che si chiama mango anch\u2019esso. Il pesce alla salsa di mango \u00e8 una squisitezza culinaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Curiosamente, Salgari cambia il colore del pesce da rosso a un pi\u00f9 esotico dorato o giallo-oro, ma, in una frase della parte 1 cap. VI, si dimentica di correggere e il pesciolino resta rosso come nell\u2019originale: \u00abIl serpente dalla testa di donna, la statua di bronzo dal volto orribile e la vasca di marmo bianco col pesciolino rosso, non mancavano\u00bb.<a id=\"sdfootnote2anc\" href=\"\/#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le armi dei <em>thug<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson du Terrail, <em>Gli strangolatori<\/em>, p. 80:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gurhi aveva una corda attorno al corpo. Era il suo laccio di strangolatore. Inoltre, era munito d\u2019un revolver di fabbrica inglese e d\u2019un pugnale, sulla cui lama si vedevano incisi dei segni bizzarri. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche Osmanca, come il primo, portava un laccio a nodo scorsoio, un pugnale ed un revolver.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 2, cap. V:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tremal-Naik sciolse il laccio che portava stretto attorno al corpo, nascosto dal dubgah, e glielo diede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Mettiti presso alla porta, gli disse, estraendo il pugnale. Il primo che appare strozzalo; io scanner\u00f2 gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negapatan ubbid\u00ec prendendo il laccio nella mano dritta, curvo indietro, pronto a strangolare la vittima. Tremal-Naik si mise di fronte a lui, dietro allo stipite della porta, col pugnale alzato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 1, cap. XII:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pugnale era di acciaio brunito, d\u2019un metallo che lasciava vedere le venature, d\u2019una forma particolare e con delle strane incisioni sulla lama.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corrispondenze: il laccio da strangolamento che viene tenuto avvolto intorno al corpo; il pugnale come seconda arma (in Ponson Du Terrail, sulla lama del pugnale \u00absi vedevano incisi dei segni bizzarri\u00bb; in Salgari, il pugnale presenta \u00abdelle strane incisioni sulla lama\u00bb); il \u00abrevolver di fabbrica inglese\u00bb, che in Salgari non c\u2019\u00e8, forse perch\u00e9 non abbastanza esotico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>La punizione delle consacrate a Khali<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson du Terrail, <em>Gli strangolatori<\/em>, p. 254:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Ogni donna consacrata alla deessa Kal\u00ec \u00e8 condannata a una eterna castit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Lo so, Luce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 S\u2019essa elude la sorveglianza esercitata sopra di lei, se le labbra d\u2019un uomo s\ufb01orano le sue labbra, quella donna deve morire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Qual genere di morte ordinate per Gipsy, Luce?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Il rogo.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 1, cap. XIII:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Avanti ora. Qual pericolo corre? Di\u2019, su, tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Una condanna pesa... su Ada... Kal\u00ec l\u2019ha dannata a morire vergine... Il tuo padrone l\u2019ama... essa lo riama... Ebbene, uno dei due\u2026 bisogna che muoia... M\u2019avevano qui... mandato per assassinarlo... Ho mancato al colpo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Avanti! Avanti! esclam\u00f2 Tremal-Naik, che non perdeva sillaba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Non mi vedranno... indovineranno la sorte che... mi \u00e9 toccata... sapranno che tu... sei ancor vivo... Ebbene, uno dei due... bisogna che muoia... Ada \u00e8 in loro... mano... morr\u00e0... abbruciata... Kal\u00ec l\u2019ha condannata.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corrispondenze: la vergine consacrata a Khali che ha amato un uomo deve morire sul rogo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>Il rogo purificatore<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson du Terrail, <em>Gli strangolatori<\/em>, p. 296:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti portarono delle fascine resinose sulle spalle e le deposero ai piedi della statua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le donne avevano ripigliati i loro canti e le loro danze. Gli uomini preparavano il rogo.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 1, cap. XV:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cento indiani carichi di legna irruppero nella caverna e rizzarono, di fronte alla dea, ai piedi di un colonnato, un gigantesco rogo, versandovi sopra torrenti d\u2019olio profumato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un drappello di devadasi si slanci\u00f2, piroettando, nella caverna, facendo tintinnare campanellazzi e cerchietti d\u2019argento e circond\u00f2 la dea di bronzo, la mostruosa Kal\u00ec. Erano trenta superbe ragazze di forme provocanti, con occhi neri e scintillanti come quelli dei serpenti, con lunghi capelli neri cadenti sulle nude e abbronzate spalle, adorne di fiori di sciambaga, di anella di argento, di diamanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il loro abbigliamento era sfarzoso, leggiadro, il pi\u00f9 acconcio che immaginare si possa a far spiccare la bellezza e le grazie. Corazze sottilissime d\u2019oro tempestate di diamanti racchiudevano i loro petti strofinati di odorosissima polvere di sandalo; corte gonnelline di seta rossa pendevano sotto la larga fascia di cachemire che stringeva i loro fianchi e pantaloni bianchi, pure di seta, scendevano fino al collo del piede. Anelli d\u2019argento e campanellini d\u2019egual metallo portavano alle braccia e alle gambe e leggieri veli coprivano le loro teste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al suono dell\u2019hauk e dei funebri tar\u00e8 cominciarono, attorno alla dea Kal\u00ec, una danza scapigliata, facendo volteggiare in aria i loro veli di seta azzurra o rossa, ora con trasporti amorosi, ora supplichevoli, ora languenti, accompagnati da sguardi scintillanti, provocanti, irresistibili.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corrispondenze: sia in Ponson du Terrail sia in Salgari, nel momento in cui la vergine consacrata e caduta viene condotta al rogo, appare la stessa suddivisione dei compiti: gli uomini portano la legna da ardere e preparano il rogo, mentre le donne danzano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salgari dilata la scena a dismisura introducendo gli elementi esotici a lui cari: una scena di balletto orientale degna di un film hollywoodiano, con l\u2019<em>hauk<\/em>, i <em>tar\u00e8<\/em>, e soprattutto le <em>devadasi<\/em>, trenta superbe ragazze di forme provocanti, \u201ccon occhi neri e scintillanti come quelli dei serpenti\u201d, ben fornite di <em>campanellazzi<\/em>, di fiori di <em>sciambaga<\/em>, di anelli d\u2019argento, di corazze d\u2019oro tempestate di diamanti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>La <em>yuma<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson du Terrail descrive la <em>yuma<\/em> (<em>youma<\/em> nel testo francese, ripreso anche nella traduzione Sonzogno), la limonata che scioglie la lingua irresistibilmente: chi ne beve \u00e8 costretto a una parlantina irrefrenabile e delirante, in uno stato di esilarata esaltazione. Gli ingredienti sono succo di limone, un grano d\u2019oppio e le foglie triangolari di una pianta detta appunto <em>youma<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ponson du Terrail, <em>Un dramma nell\u2019India<\/em>, pp. 95-96:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 L\u2019indiano ferito, prosegui Nadir, stende sulla sua ferita un balsamo, il quale non \u00e9 altra cosa, fuorch\u00e9 il succo spremuto da una pianta che noi chiamiamo youma, parola che vuol dire lingua di serpente. \u00c8 con questo balsamo che ti ho guarito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Ah! E cosa ne vuoi concludere?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Ebbene! rispose Nadir, il miscuglio del limone che rinfresca, dell\u2019oppio che addormenta e del youma che cicatrizza le ferite, formano una bevanda la quale produce degli effetti singolari. Colui che ne inghiotte mezzo bicchiere, non tarda a cadere in balia d\u2019una specie di allegria febbrile, la quale si manifesta con una grande esuberanza di gesti e con intemperanza di parole. L\u2019uomo pi\u00f9 chiuso in s\u00e9, l\u2019intelligenza pi\u00f9 meditabonda non vi possono resistere. Per quanto profondamente un secreto sia sepolto nel fondo del cuore, il beveraggio di cui ti parlo lo fa salire sull\u2019istante alle labbra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nadir li pose in un piccolo mortaio che serviva a pilare il riso e si trovava in casa, indi si pose a pestarli mescolando loro le foglie di <em>youma<\/em> ed il grano d\u2019oppio, e versando lentamente nel mortaio un bicchier d\u2018acqua. Vidi allora formarsi un bel liquore roseo, ch'egli vers\u00f2 in una tazza di cocco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hassan guardava. istupidito. Nadir gli present\u00f2 la coppa e gli disse:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Bevi!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hassan prese la coppa e la vuot\u00f2 d\u2019un fiato, colla duplice ansiet\u00e0. dell\u2019uomo che ha sete e del fanciullo cui manca la ragione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, mi disse Nadir, aspettiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver bevuto, Hassan cadde in una specie di raccoglimento che assomigliava all\u2019estasi. Poi, a poco a poco, il di lui viso s\u2019imporpor\u00f2, i di lui occhi cominciarono a brillare, e parole incoerenti gli uscirono dalle labbra.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 1, cap. VII:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stracci\u00f2 un pezzo del <em>kurty<\/em> ed arrest\u00f2 l\u2019emorragia che poteva essere fatale al povero ferito. Ora si trattava di avere un po\u2019 d\u2019acqua e alcune foglie di <em>youma<\/em>, da spremere sulla piaga per affrettare la cicatrizzazione. [\u2026] Non corse molto che trov\u00f2 alcune pianticelle di <em>youma<\/em>, volgarmente chiamate <em>lingua di serpente<\/em>, il cui succo \u00e8 un balsamo prezioso per le ferite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emilio Salgari, <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>, parte 2, cap. VI:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Si tratta di farlo parlare, capitano? chiese Nysa. Me ne incarico io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Tu?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Baster\u00e0 dargli da bere una limonata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Una limonata! Tu sei pazzo, Nysa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 No, capitano! esclam\u00f2 Bharata. Nysa non \u00e9 pazzo. Ho sentito anch\u2019io parlare di una limonata che fa sciogliere la lingua e alla quale l\u2019uomo pi\u00f9 chiuso, l\u2019intelligenza pi\u00f9 meditabonda non resistono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 \u00c8 vero, disse Nysa. Con poche goccie di limone mescolate col succo della <em>youma<\/em> e una pallottolina d\u2019oppio si fa parlare qualsiasi persona. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi istanti dopo ritornava con tre grandi tazze di limonata poste sopra un bellissimo tondo di porcellana cinese. In una aveva di gi\u00e0 fatto sciogliere la pallottolina d\u2019oppio e il succo della <em>youma<\/em> che dovevano sciogliere la lingua al disgraziato cacciatore di serpenti. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Devi essere stanco. Bevi questa limonata che ti far\u00e0 bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec dicendo gli porse la tazza che Tremal-Naik vuot\u00f2 tutta d\u2019un fiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a> \u2012 Dimmi un po\u2019, Saranguy, ripigli\u00f2 il capitano, credi tu che ci sieno dei <em>thugs<\/em> nella foresta?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Non lo credo \u2013 rispose Tremal-Naik.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Non conosci nessuno di quegli uomini?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Io conoscere\u2026 di quegli uomini! \u2013 esclam\u00f2 Tremal-Naik.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Potrebbe darsi, tu che hai vissuto molto tempo fra i boschi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Non \u00e8 vero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Eppure mi dissero che ti hanno visto parlare con un indiano sospetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tremal-Naik lo guard\u00f2 senza rispondere. I suoi occhi a poco a poco si erano accesi e risplendevano come due carboni infiammati, la sua faccia era diventata d\u2019una tinta cupa e i lineamenti gli si erano alterati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Che hai da dire? \u2013 domand\u00f2 il capitano Macpherson, con accento lievemente beffardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 <em>Thugs<\/em>! \u2013 balbett\u00f2 il <em>cacciatore di serpenti<\/em>, agitando pazzamente le braccia e rompendo in uno scroscio di risa. \u2013 Io parlare con un <em>thug<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Attento, mormor\u00f2 Bharata all\u2019orecchio del capitano. La limonata fa il suo effetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 Ors\u00f9, che ne dici? \u2013 incalz\u00f2 Macpherson.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2012 S\u00ec, mi ricordo, ho parlato con un <em>thug<\/em> sull\u2019orlo della foresta. Ah!... ah!... Ed essi credevano che io cercassi Negapatan. Che stupidi\u2026 ah! ah!... Io inseguire Negapatan? Io che tanto ho lavorato per farlo scappare\u2026 ah! ah!...<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E Tremal-Naik, in preda ad una specie di allegria febbrile, irresistibile, rideva come un ebete, senza pi\u00f9 sapere che cosa dicesse.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corrispondenze: la limonata che scioglie la lingua; la pianta che ne costituisce l\u2019ingrediente base; la grafia <em>youma<\/em>, ereditata dal testo francese, lasciata inalterata nelle traduzioni Sonzogno e copiata da Salgari; il significato della parola <em>youma<\/em>, che vorrebbe dire <em>lingua di serpente<\/em>, particolare ripreso da Salgari alla lettera; la composizione della bevanda (foglie di <em>yuma<\/em>, oppio e limone); il dettaglio che la <em>yuma<\/em> da sola funge anche come balsamo per le ferite, per arrestare l\u2019emorragia e affrettare la cicatrizzazione; i terrificanti mutamenti indotti nell\u2019assuntore della bevanda, che cambia il colore del viso, i cui occhi diventano accesi e brillanti, e non \u00e8 pi\u00f9 conscio di quello che dice; la frase copiata pari pari \u00abl\u2019uomo pi\u00f9 chiuso in s\u00e9, l\u2019intelligenza pi\u00f9 meditabonda non vi possono resistere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a quelli citati, ne <em>Gli strangolatori del Gange<\/em> si trovano parecchi altri spunti copiati da <em>Un dramma nell\u2019India<\/em>. Per esempio, uno dei protagonisti di Ponson du Terrail si chiama Kougli (nel testo francese e nella traduzione Sonzogno), nome riutilizzato da Salgari, sempre in versione francesizzata (-ou), per uno dei <em>thug<\/em> de <em>Gli strangolatori del Gange<\/em>. E in un episodio un individuo viene fatto confessare bruciandogli i piedi, idea ripresa da Salgari ne <em>Gli strangolatori del Gange<\/em> per la tortura di Manciadi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 interessante notare che <em>Un drame dans l'Inde<\/em>, che narra la storia di un rajah, nemico acerrimo della dominazione britannica, assediato nella sua capitale e ucciso insieme alla sua famiglia da un usurpatore al soldo degli inglesi, mentre il suo figlio piccolo viene salvato da un seguace fedele e giunto alla maturit\u00e0 giura vendetta, forn\u00ec a Salgari anche uno spunto per il personaggio di Sandokan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Concludendo: non c\u2019\u00e8 dubbio che Salgari scrisse <em>Gli strangolatori del Gange<\/em> (pubblicato nel 1887) ricalcando, o meglio plagiando, i romanzi di Ponson du Terrail, verosimilmente letti nelle edizioni Sonzogno del 1874-1875. Ma questa doverosa precisazione non sposta il giudizio sui rispettivi valori letterari: i <em>feuilleton<\/em> del francese sono datati e ormai caduti nell\u2019oblio, mentre <em>I misteri della Jungla Nera<\/em> resta un romanzo affascinante e sempreverde, che ha incantato migliaia di lettori e ancora ne incanta.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"\/#sdfootnote1anc\" id=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> La paternit\u00e0 del Lapointe \u00e8 stata brillantemente scoperta dal noto studioso salgariano Vittorio Sarti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"\/#sdfootnote2anc\" id=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Segnalato dal noto studioso salgariano Vittorio Sarti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I misteri (svelati) della Jungla Nera. Gli strangolatori del Gange e Ponson du Terrail di Stefano Nocentini.<br \/>\nLa prima parte di questo articolo \u00e8 stata pubblicata sul Numero 35 de Ilcorsaronero<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2727,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[92,252,282],"class_list":["post-2726","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ilcorsaronline","tag-emilio-salgari","tag-ponson-du-terrail","tag-stefano-nocentini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2726"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2726\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dev.studiowolfdazz.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}