PREMIO “EMILIO SALGARI” DI LETTERATURA AVVENTUROSA Rassegna “Prove d'autore” Camilla Madinelli dialoga con Susy Zappa, autrice di Ar-Men. Un faro leggendario (Il Frangente, 2022)
Venerdì 16 febbraio 2024, ore 18:00 presso Corte San Benedetto (Via Case Zamboni, 8 - 37024 Negrar di Valpolicella - Verona).
Segue degustazione.
Susy Zappa, Ar-Men. Un faro leggendario, Il Frangente 2022. 128 pagine, 19 € (sito dell'editore)
Nelle acque tormentate del mare d’Iroise si stagliano le possenti sagome di rocce mortali che formano la Chaussée de Sein, dove per secoli le navi sono naufragate, perdendosi per sempre nell’oblio: un cimitero di relitti, territorio sacro di Ankou, il servo della morte. Nel mezzo di questo caos roccioso, il faro Ar-Men, una torre ciclopica senza superflui decori, domina il mare da oltre cent’anni. Una storia avvincente sullo sfondo di tempeste eccezionali, quella di un pugno di uomini determinati a costruire un faro leggendario sopra uno scoglio inaccessibile, in un luogo dove il tempo si dilata e ogni destino è dettato dal volere del mare. Oggi nell’occhio del ciclone c’è una lampadina, ma un tempo vi era un evolversi d’incandescenza, un fantastico gioco di luce e prismi capaci di moltiplicarla. Il guardiano la osservava diffondersi sull’acqua: anche se il vento scardinava i vetri, la lanterna continuava a irradiare di luce quel paesaggio infernale. Ma che cosa accadeva nella mente di un uomo immerso nel ruggito dell’oceano, rinchiuso in una torre mentre la tempesta bussava con veemenza alla porta? Ancora oggi, se si ascolta con l’immaginazione, dalla torre di Ar-Men si possono percepire le urla dei guardiani e i lamenti dei naufraghi, perché dentro ogni faro si cela un po’ di eternità.
Nata sotto il segno dell’acquario, Susy Zappa è una sognatrice ma determinata a raggiungere la meta. Scopre il fascino delle maree e l’aspra bellezza delle coste bretoni; attraverso un linguaggio acquerellato descrive il silenzio del vento e il profumo delle alghe, ma anche storie e leggende della cultura celtica. Brevi impressioni per catturare il lettore tra le pieghe del tessuto emozionale. Dall’inaspettato incontro con l’isola bretone di Sein, crocevia di ricordi, dove le leggende avvolgono il cuore di emozioni, nasce Sein, una virgola sull’acqua. Ritratto di un’isola bretone leggendaria (2015, Edizioni Il Frangente). Prosegue il viaggio di scrittrice sulla rotta dei fari bretoni per raccontarne il fascino che attraverso i secoli ha attirato pirati e corsari, ma anche artisti e bohémiens; dai racconti leggendari nasce Fari di Bretagna. Storie di uomini e di mare (2017, Edizioni Il Frangente). La magia del faro è invece il racconto di un’esperienza solitaria e di un viaggio onirico. Vivere in un faro permette di godere dei profumi intensi portati dal mare in tempesta, una ricerca interiore tra i moti ondosi e i giochi di luce, nei quali, a volte, la scrittrice rispecchia i propri stati d’animo.
PREMIO “EMILIO SALGARI” DI LETTERATURA AVVENTUROSA Rassegna “Prove d’autore” Francesco Testi dialoga con Niccolò Ferrari, autore di L'ultima carica (Delmiglio, 2020)
Venerdì 12 gennaio alle ore 18 presso la Cantina Corte San Benedetto (Via Casa Zamboni, 8 - Arbizzano di Negrar di Valpolicella)
Inverno 1889. Sono trascorsi molti anni dalla fine della Guerra Civile, gli Stati Uniti sono cambiati, le generazioni si sono succedute, ma un incontro fortuito tra reduci innesca una tempesta di ricordi ed emozioni che riaccendono i clangori del grande conflitto. Un viaggio tra le acque paludose del Sud sino a confluire in quelle cristalline lungo le coste dove la violenza squarcia la pacifica natura secolare. Un marinaio nel ventre soffocante di una nave, tra il miasma del carbone e il terrore della battaglia; l’angoscia di un soldato strappato agli affetti, tra le rovine di un tempo che è già finito e un’ultima disperata battaglia per la Confederazione prima di uscire definitivamente dal palcoscenico della storia.
Niccolò Ferrari, nato a Verona nel 1983 è laureato in Giurisprudenza presso l’ateneo scaligero. Membro della Società Letteraria di Verona, si dedica da molti anni allo studio della Guerra Civile Americana (1861-1865) e in particolare degli Stati Confederati d’America. In quest’ambito ha collaborato con il «Corriere Canadese», quotidiano di Toronto in lingua italiana, per una serie di articoli sugli italiani coinvolti nella Guerra Civile (2011) e con il National Geographic Education (2011). Nel 2005 ha fondato l’associazione di rievocazione storica 14th Louisiana Infantry Regiment, Company G, con la quale ha preso parte alla ricostruzione della battaglia di Gettysburg, Pennsylvania, per l’anniversario dei 150 anni (2013). È anche autore del saggio storico La civiltà perduta. Gli Stati Confederati nella Guerra Civile Americana (2013); ha collaborato alla realizzazione del documentario Tra veleni in bianco e nero. Dentro l’American Civil War (2015) e a un progetto di preservazione del campo di battaglia con la Gettysburg Battlefield Preservation Association (2017), unico italiano, insieme tra gli altri al premio Pulitzer James M. McPherson e allo storico Harold Holzer, uno dei massimi esperti americani della figura di Abraham Lincoln. Per Delmiglio Editore ha pubblicato Sul treno per Richmond. Romanzo storico sulla Guerra Civile Americana (2017) e Vicksburg sul far della sera. Romanzo storico sulla Guerra Civile Americana (2018).
PREMIO “EMILIO SALGARI” DI LETTERATURA AVVENTUROSA Rassegna “Prove d'autore” Stefano Pagliaroli e Claudio Gallo dialogano con Luciano Cenna, autore di Il vetraio assopito (Cierre, 2021) e di In rodaggio (Cierre 2023).
Venerdì 1 dicembre 2023, ore 18.15 – Auditorium di Negrar, via Cavalieri di Vittorio Veneto, 1 – Negrar di Valpolicella (Verona) Seguono firma libri e rinfresco.
Il vetraio assopito (Cierre edizioni 2021) è una raccolta di brevi racconti non collegata alle tematiche architettoniche e urbanistiche che gli sono professionalmente proprie, spazia nell’immaginazione e nella memoria ripescando motivi e situazioni della componente surrealista del suo profondo. L’asse portante della storia di In Rodaggio (Cierre edizioni, 2023) si suddivide e si sviluppa in due parti che pur se tra loro intersecate e apparentemente diverse, sono tenute insieme da una continua situazione di prova empirica di speranza.
Luciano Cenna (Mantova 1932) risiede a Verona dal 1939. Si laurea in Architettura (Iuav-Venezia). Ha portato a termine molti importanti incarichi pubblici e privati di progettazione e direzione lavori. Come giornalista dal 1988 al 2014 ha collaborato con «L’Arena», Ha pubblicato per Rinascita e per Cierre edizioni alcuni volumi tra cui Verona urbs lapidis e altre favole lapidarie e Una storia di Verona da lui illustrata. Nel settembre 2021 riceve il premio ad honorem per la sua attività di progettazione dalla rivista «Architetti Verona».
Venerdì 10 novembre alle ore 18.00 presso Cantina Corte San Benedetto (Arbizzano, Negrar di Valpolicella), per la rassegna Prove d’autore, Valeria Castagnini presenta il suo volume Il signor Spazzafiori e altri racconti (Dialoghi, 2023). Colloquia con l’Autrice Claudio Gallo.
Segue firmalibro e aperitivo con l'Autrice.
Valeria Castagnini, Il signor Spazzafiori e altri racconti, Dialoghi 2023. 15€ (sito dell'editore)
Per combattere la noia, una bambina e il suo gatto decidono di inventare delle storie. Nasce così una raccolta di favole filosofiche, divertenti e profonde, che tocca temi come l’amicizia, l’amore, le differenze e affronta il problema della ricerca della propria identità sotto forme diverse e complementari. Valeria Castagnini ci regala un viaggio in terre fantastiche, dove i paradossi e i fatti buffi costruiscono un mondo reale su cui riflet- tere. Racconti per ragazzi, adulti e insegnanti. Una lettura adatta a tutti coloro che vogliono divertirsi e fare un po’ di filosofia senza prendersi troppo sul serio.
Valeria Castagnini insegna storia e filosofia presso l’Istituto Salesiano “Don Bosco” di Verona. Ha collaborato con l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Bologna e l’Associazione “Filò - Il filo del pensiero”. Nel 2021 ha pubblicato La principessina spettinata e altri racconti e nel 2022 Era Laura.
Doppio appuntamento per la rassegna Prove d'Autore in occasione della Giornata mondiale del libro con letture sportive!
Venerdì 21 aprile alle ore 18.30 presso Cantina Corte San Benedetto (Arbizzano, Negrar di Valpolicella), Gaia Passamonti dialoga con Diego Alverà, autore di Il romanzo del Fuji. Lauda, Hunt, F1 1976(66thand2nd editore, 2022).
È il 24 ottobre del 1976 e sul circuito giapponese alle pendici del monte Fuji la pioggia scende incessante dal mattino. In quest’ultima gara della stagione si deciderà il campionato di Formula 1. A contendersi il titolo, l’austriaco campione del mondo in carica Niki Lauda, che qualche mese prima al Nürburgring è stato vittima di un incidente terribile, uscendone vivo per miracolo, e l’inglese James Hunt, talento purissimo e spirito ribelle. I due piloti sono divisi da soli tre punti e uniti da una singolare amicizia. In un tempo e in uno spazio sospesi, nell’attesa di conoscere se la gara si correrà o meno a causa del maltempo, si muovono tutti i grandi protagonisti dell’automobilismo di quegli anni: non solo piloti, come Lauda, Hunt, Emerson Fittipaldi, Clay Regazzoni, ma anche tecnici, meccanici e uomini di scuderia, come Mauro Forghieri, Alastair Caldwell, Daniele Audetto e Bernie Ecclestone. Diego Alverà, in questa storia vera più appassionante e tesa di un romanzo d’invenzione, racconta il variopinto mondo che anima il circus: una piccola folla di anime in movimento con i loro desideri e destini, passioni, ideali e interessi che si intrecciano, si incontrano e si allontanano. E sopra tutto questo, l’intenso, contraddittorio ed esclusivo rapporto tra Enzo Ferrari, che supervisiona ogni cosa e segue ogni corsa da Maranello, e il suo pilota Niki Lauda. Fuji 1976: una gara che segna il destino di un mondiale, ma anche l’inizio di cambiamenti epocali per la Ferrari e per tutta la Formula 1.
Diego Alverà, scrittore e storyteller, racconta storie grandi e piccole strappandole all’oblio per restituirle al presente sotto forma di narrazioni su carta, su web e dal vivo. È autore del blog Once in a Lifetime e dei libri Verona Milan cinque a tre (Scripta, 2013), Hellas Verona Story (Edizioni della Sera, 2017), T. Tazio Nuvolari. Pozzo 1928 (Scripta, 2018), Oltre Storie di eroi e antieroi dello sport (Ultra Sport, 2018), Ronnie Peterson. Quell’ultimo rettilineo (Giorgio Nada Editore, 2019), Ayrton Senna. Il predestinato (Giorgio Nada Editore, 2020), Idoli. Guida sentimentale di un calcio romantico (Edizioni della Sera, 2020), Gilles Villeneuve. Oltre il limite (Giorgio Nada Editore, 2022), Il romanzo del Fuji. Lauda, Hunt, F1 1976 (66thand2nd, 2022). Dal 2016 scrive, progetta e porta in scena, con il fortunato format di live storytelling “Diego Alverà racconta”, molte narrazioni originali dedicate a miti e icone dello sport, del calcio, dei motori, della musica, della montagna e dell’avventura. Le sue storie trovano inoltre spazio anche nelle numerose produzioni podcast di Storie avvolgibili, struttura di cui è direttore editoriale e autore.
Sabato 22 aprile alle ore 11.00 presso Casa Saertori 1898 (Negrar di Valpolicella), Mario Allegri dialoga con Darwin Pastorin, autore di Lettera a Bearzot. Il Vecio, Pablito, il Mundial '82 e altri incantesimi(Compagnia editoriale Aliberti, 2022).
Quarant’anni dall’indimenticabile notte del Bernabeu. Una lettera “a cuore aperto” a Enzo Bearzot, il Vecio: l’artefice numero uno del trionfo mondiale del 1982. Un viaggio a ritroso nel tempo e nella nostalgia, dal Brasile a Torino, fino alla notte di Madrid. Il ritratto di un uomo sincero, dalla schiena dritta, un Don Chisciotte che non ha mai smesso di seguire i propri ideali ed essere fedele ai suoi valori. Un grande italiano di ieri, che avremmo tanto bisogno di avere ancora qui, oggi, in questo presente smarrito.
Darwin Pastorin è nato a San Paolo del Brasile il 18 settembre 1955, figlio di emigrati veronesi. Giornalista professionista dal 1981, è stato inviato speciale e vicedirettore di “Tuttosport”, direttore responsabile di Tele+ e Stream, direttore dei nuovi programmi di Sky Sport, vicedirettore e direttore di La7 Sport, direttore responsabile di Quartarete Tv. Tra i suoi libri: Lettera a mio figlio sul calcio, L’ultima parata di Moacyr Barbosa e Avenida del Sol (Mondadori, rispettivamente 2002, 2005 e 2007); Le partite non finiscono mai e Tempi supplementari (Feltrinelli, 1999 e 2002); Ode per Mané e Libero gentiluomo (Limina, 1996 e 2000); I portieri del sogno (Einaudi, 2009); con Giorgio Simonelli ha pubblicato Reti e parabole (Mursia, 2010) e, con il figlio Santiago, ha firmato Io, il calcio e il mio papà (Gallucci, 2007); Adesso abbracciami, Brasile! (Elliot, 2014), Lettera a un giovane calciatore (Chiarelettere, 2017), Gaetano Scirea: il gentiluomo (Giulio Perrone, 2019). Collabora con quotidiani e riviste e scrive per il teatro; per la sua attività di giornalista e scrittore ha vinto numerosi premi. È stato consigliere comunale, con delega alla cultura, del comune di Mazzè, in provincia di Torino. Si consiglia di seguire il suo blog in “Huffington Post”: https://www.huffingtonpost.it/author/darwin-pastorin/.
Venerdì 31 marzo alle ore 18.00 presso Cantina Corte San Benedetto (Arbizzano, Negrar di Valpolicella), per la rassegna Prove d'autore, Elena Pigozzi presenta il suo romanzo La signora dell'acqua (Piemme, 2022). Colloquia con l'Autrice Claudia Mizzotti.
Elena Pigozzi, La signora dell'acqua, Piemme 2022. 352 pagine, 17,50€ (sito dell'editore)
Sul fianco di una montagna, affacciata sul lago, in un luogo dimenticato e nascosto tra la provincia di Trento e di Verona, c’è una casa bianca. Da lontano, quando il sole illumina i muri, sembra una perla o una conchiglia, appoggiata per caso in quel luogo impervio. È lì che Giovanni ha deciso di costruire con i pochi soldi portati a casa dopo gli anni nella Merica ed è lì che ora Sara, sua nipote, ha fatto ritorno dopo molti anni di assenza, perché la casa è in pericolo, al suo posto vogliono costruire un’autostrada, e Sara non può permetterlo. In quella casa, infatti, si sono intrecciati i destini di Giovanni e della moglie Ines, le vite brevi di Erminia, Maria, Giuseppe e degli altri fino a Italia e a Sara. E, soprattutto, è lì che Sara ha ricevuto il dono che si tramanda nella loro famiglia, il dono dell’acqua. Come Giovanni, anche Sara sente l’acqua e sa come e dove trovarla, avvertendo con la forcella di salice la vibrazione che indica quale sia il luogo. I doni, però, come le ha sempre ricordato suo nonno, sono croci da accettare e da sopportare. E così è stato per lei che in un pozzo ha perso l’amore della sua vita. Ora che è tornata a casa, è giunto per Sara il momento di ripercorrere tutta la storia familiare che ha condotto fino a lei, una storia di risvegli e di ritorni, di ferite che segnano, di madri e figlie che si scelgono, di un continuo mutare che poi sempre riporta a casa. E, soprattutto, di quel dono amato e odiato. Quello sarà il suo lascito per la figlia Mirta, a cui spera di riavvicinarsi, e sarà il suo modo per mettere in salvo l’amata casa. Dopo L’ultima ricamatrice, Elena Pigozzi ci conduce in un mondo antico e potente, un mondo di tradizioni e di credenze, ma anche di battaglie femminili necessarie per conquistare il proprio spazio nel mondo.
Elena Pigozzi è scrittrice, giornalista e insegnante. Ha pubblicato per Piemme i romanzi La signora dell’acqua (giugno 2022) e L’ultima ricamatrice (settembre 2020 – Premio Pavoncella per la creatività femminile 2021) mentre per Marsilio, Uragano d’estate (aprile 2009 – Premio Penne Opera Prima 2009), per Giunti il saggio La letteratura al femminile (1998) e diversi libri di umorismo, tra cui Come difendersi dai Milanesi, Come difendersi dai Romani, Come difendersi dai Napoletani, mentre per il teatro ha scritto il monologo Dalla parte di lei (2008), tratto da Ovidio. È dottore di ricerca in Linguistica applicata e Linguaggi della comunicazione e diplomata alla scuola di specializzazione in Comunicazioni sociali dell’Università Cattolica di Milano. Per l’Ospedale “Sacro Cuore – don Calabria” di Negrar di Valpolicella (Vr) tiene laboratori di Medicina narrativa, “Storie che curano”.