Venerdì 31 marzo alle ore 18.00 presso Cantina Corte San Benedetto (Arbizzano, Negrar di Valpolicella), per la rassegna Prove d'autore, Elena Pigozzi presenta il suo romanzo La signora dell'acqua (Piemme, 2022). Colloquia con l'Autrice Claudia Mizzotti.
Elena Pigozzi, La signora dell'acqua, Piemme 2022. 352 pagine, 17,50€ (sito dell'editore)
Sul fianco di una montagna, affacciata sul lago, in un luogo dimenticato e nascosto tra la provincia di Trento e di Verona, c’è una casa bianca. Da lontano, quando il sole illumina i muri, sembra una perla o una conchiglia, appoggiata per caso in quel luogo impervio. È lì che Giovanni ha deciso di costruire con i pochi soldi portati a casa dopo gli anni nella Merica ed è lì che ora Sara, sua nipote, ha fatto ritorno dopo molti anni di assenza, perché la casa è in pericolo, al suo posto vogliono costruire un’autostrada, e Sara non può permetterlo. In quella casa, infatti, si sono intrecciati i destini di Giovanni e della moglie Ines, le vite brevi di Erminia, Maria, Giuseppe e degli altri fino a Italia e a Sara. E, soprattutto, è lì che Sara ha ricevuto il dono che si tramanda nella loro famiglia, il dono dell’acqua. Come Giovanni, anche Sara sente l’acqua e sa come e dove trovarla, avvertendo con la forcella di salice la vibrazione che indica quale sia il luogo. I doni, però, come le ha sempre ricordato suo nonno, sono croci da accettare e da sopportare. E così è stato per lei che in un pozzo ha perso l’amore della sua vita. Ora che è tornata a casa, è giunto per Sara il momento di ripercorrere tutta la storia familiare che ha condotto fino a lei, una storia di risvegli e di ritorni, di ferite che segnano, di madri e figlie che si scelgono, di un continuo mutare che poi sempre riporta a casa. E, soprattutto, di quel dono amato e odiato. Quello sarà il suo lascito per la figlia Mirta, a cui spera di riavvicinarsi, e sarà il suo modo per mettere in salvo l’amata casa. Dopo L’ultima ricamatrice, Elena Pigozzi ci conduce in un mondo antico e potente, un mondo di tradizioni e di credenze, ma anche di battaglie femminili necessarie per conquistare il proprio spazio nel mondo.
Elena Pigozzi è scrittrice, giornalista e insegnante. Ha pubblicato per Piemme i romanzi La signora dell’acqua (giugno 2022) e L’ultima ricamatrice (settembre 2020 – Premio Pavoncella per la creatività femminile 2021) mentre per Marsilio, Uragano d’estate (aprile 2009 – Premio Penne Opera Prima 2009), per Giunti il saggio La letteratura al femminile (1998) e diversi libri di umorismo, tra cui Come difendersi dai Milanesi, Come difendersi dai Romani, Come difendersi dai Napoletani, mentre per il teatro ha scritto il monologo Dalla parte di lei (2008), tratto da Ovidio. È dottore di ricerca in Linguistica applicata e Linguaggi della comunicazione e diplomata alla scuola di specializzazione in Comunicazioni sociali dell’Università Cattolica di Milano. Per l’Ospedale “Sacro Cuore – don Calabria” di Negrar di Valpolicella (Vr) tiene laboratori di Medicina narrativa, “Storie che curano”.
Da lunedì 17 a sabato 22 aprile l'Istituto Salesiano San Zeno con la Biblioteca Civica di Verona organizza una settimana di eventi salgariani: una mostra, dei seminari e una passeggiata.
Tutte le informazioni nella locandina qui di lato e qui sotto.
Venerdì 24 marzo alle ore 18.00 presso la Cantina Corte San Benedetto di Arbizzano (Via Casa Zamboni 8, Negrar di Valpolicella) per la rassegna Prove d'Autore, Gianpietro Olivetto presenta Andrea Palladio. La famiglia, l'opera, il suo tempo (Itinera Progetti, 2022).
Gianpietro Olivetto, Andrea Palladio, la famiglia, l'opera il suo tempo, Itinera Progetti, Bassano del Grappa (VI) 2022. 192 pagine, 9.90€
Il più famoso e influente architetto dell'età moderna, l'unico nella storia dal cui nome è derivato uno stile (il palladianesimo) non ebbe casa propria. Ideava stupendi palazzi e ville padronali ma abitò sempre in affitto. D'origine non fu vicentino, ma lo divenne per scelta, dopo alcune fughe giovanili dalla città natale, Padova. Iniziò come semplice lapicida e divenne progettista a forza di lavorare duramente sui materiali e le pietre, di leggere e studiare. Si formò da autodidatta frequentando biblioteche, libri e antichi resti, ma soprattutto cantieri. Risiedette e lavorò a Vicenza, poi a Venezia. Morì probabilmente a Maser, nel Trevigiano. Era sottopagato e non divenne mai ricco. Sopravvisse alla morte prematura di due suoi figli - uno accusato d'omicidio, l'altro sospettato d'eresia - e del nipote adolescente che l'aveva fatto nonno. Si innamorò di una sola donna, che gli fu compagna fedele di una vita. Venne sepolto nel mistero e la stessa sua immagine è rimasta per secoli un giallo, risolto, forse, soltanto pochi anni fa. Lasciò un'eredità immensa ed eterna al mondo, poco o nulla alla sua numerosa famiglia. Sono i paradossi e le peculiarità di Andrea Palladio (Andrea di Pietro della Gondola, 1508-1580), la cui avventurosa e affascinante storia privata rimane in gran parte avvolta nella nebbia. Di lui progettista si sa moltissimo. Di lui uomo, marito e padre ben poco. E poco si conosce dei suoi cinque figli. Ancor meno, molto meno, si sa della moglie Allegradonna. Il libro ricostruisce la storia, privata e professionale, dell'architetto e della sua famiglia. Le vicende dei Palladio si intrecciano con quelle della Repubblica Serenissima e dell'Italia di metà '500. Il racconto inizia dal matrimonio con Allegradonna per risalire all'infanzia e alla difficile giovinezza di Andrea. Si ricordano poi il periodo della formazione, i primi progetti, i viaggi (fondamentali) a Roma, gli anni del successo, il lavoro nei Domini di Terraferma e l'approdo a Venezia. Il contesto in cui opera Palladio è singolare. Nel Cinquecento Vicenza vive il suo “secolo d'oro”, grazie allo sviluppo delle arti, all'eccezionale crescita del tessile e di altri settori economici, e soprattutto grazie al commercio internazionale della seta. Ma Vicenza è al tempo stesso una delle città più sanguinarie dello “Stato da Tera”: a mezzogiorno del 3 luglio 1548 dieci sicari compiono una strage in pieno centro uccidendo sei persone delle famiglie Valmarana e Monza. La città è considerata anche covo di eretici, la più “infetta” della Repubblica. Ad essere processato per eresia è persino uno dei figli di Palladio, Orazio. Nel 1572 muoiono, poco più che trentenni, sia Orazio che Leonida, il primogenito del progettista, che due anni prima aveva assassinato, durante una festa, il marito di una donna con la quale stava ballando. Queste drammatiche vicende personali segnano profondamente Andrea Palladio, che negli anni Settanta del '500 si trasferisce con la famiglia a Venezia. In laguna il progettista patisce il terribile periodo della peste e finisce per costruire solo edifici religiosi. Il testo ricorda gli ultimi anni dell'architetto e della sua famiglia. Ricostruisce la fine della dinastia dei Palladio. Parla del mistero della sepoltura e del vero volto del maestro veneto ed accenna all'eredità universale lasciata dal visionario architetto. Completano il libro la bibliografia e l'elenco dettagliato dei progetti certi e/o attribuiti a Palladio. Delle sue opere, ben 47 sono patrimonio dell'umanità, iscritte nella “World Heritage list”.
Dal 16 marzo al 1° aprile la seconda edizione del primo festival di fantascienza a Verona, con proiezioni di film, cortometraggi e un'intera giornata studi dedicata alle distopie!
Tutte le informazioni sul sito del convegno disponibile a questo LINK.
Venerdì 10 marzo 2023, nella Sala Ruffo del Museo di Storia Naturale di Verona, è in programma la giornata di studi organizzata dalla Scuola di Dottorato dell'Università di Verona in collaborazione con il Comune di Verona. La mattina di sabato 11, previa iscrizione, sono previste delle visite alle collezioni salgariane in Biblioteca Civica e al Museo Miniscalchi-Erizzo. Pdf di locandina e programma in fondo alla pagina.
ANNETTEREI I PIANETI SE POTESSI Raccontare l’esplorazione e la conquista tra Otto e Novecento
Quali sono stati e quali continuano ad essere all’interno dell’immaginario culturale i rapporti tra esplorazione scientifica, conquista imperialista e rispettive rappresentazioni divulgative?
La giornata di studi Annetterei i pianeti se potessi riprende nel titolo una celebre frase attribuita a Cecil Rhodes, potente imprenditore dell’imperialismo britannico di fine Ottocento e simbolo dell’appropriazione dei territori coloniali. A partire da questo spunto gli incontri approfondiscono i temi dell’annessione geopolitica, dell’addomesticazione dell’esotico e della raffigurazione letteraria e popolare di questi fenomeni, soffermandosi specificamente sul caso italiano. Oltre alla dimensione diacronica ed evolutiva del fenomeno esplorativo ed imperialista, viene data importanza alla dimensione transmediale dello stesso indagando la traduzione di viaggi di colonizzazione e di scoperta scientifica in media diversi: la letteratura, il cinema, lo scavo archeologico, il fumetto, il gioco da tavolo, la musica, la museologia.
Ciascun seminario è articolato in tre interventi di circa venti minuti ciascuno, seguiti da una tavola rotonda:
il primo seminario ha carattere generale e introduttivo;
il secondo approfondisce alcuni casi di esplorazione scientifica tardo-ottocentesca, soffermandosi sui concetti di addomesticazione dell’esotico, classificazione e viaggio di scoperta;
il terzo si concentra sulle rappresentazioni e le aspettative dell’imperialismo fascista, in particolare nel tentativo di divulgare immagini civilizzatrici e apologetiche;
il quarto si concentra su alcuni casi studio dedicati alla reinterpretazione del colonialismo e al racconto del neocolonialismo all’interno di diversi media dal Secondo dopoguerra ad oggi: fumetti, giochi da tavolo, fantascienza.
A ciclo concluso i relatori saranno invitati a discutere e ridiscutere i temi trattati in un podcast radiofonico in collaborazione con la radio universitaria Fuoriaula Network.
La partecipazione e la redazione di una relazione danno diritto a 1CFU per studentesse e studenti dei corsi di Laurea triennale e magistrale dell'Università di Verona.
Il comitato organizzatore dell'evento è composto da: Andrea Franzoni, Tiziano Stradoni, Andrea Tenca.
Fanno parte del comitato scientifico: Renato Camurri, Luca Ciancio, Claudio Gallo, Leonardo Latella, Luigi Turri
Sono partner dell'iniziativa: Società Italiana di Storia della Scienza, Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo, Università del Tempo Libero di Negrar, Associazione Culturale Il Corsaro Nero, Biblioteca Civica di Verona.
Venerdì 10 marzo - Giornata di studi
ore 9.30 - Saluti istituzionali
Sessione 1 – ore 10-11.30
Tra imperialismo ed esplorazione scientifica
modera Luca Ciancio
Andrea Tenca, “La creazione di un giardino”. Apologie di (in)evitabili estinzioni tra Otto e Novecento
Ilaria Possenti, Dalla conquista all’abbandono della Terra? Note arendtiane (e non) sui paradossi dell’espansione illimitata
Crediti immagine in apertura Edward Linley Sambourne, The Rhodes Colossus: Caricature of Cecil John Rhodes, after he announced plans for a telegraph line and railroad from Cape Town to Cairo (10 December 1892), in Punch and Exploring History 1400-1900: An anthology of primary sources by Rachel C. Gibbons, p. 401. Public domain, via Wikimedia Commons
Quando
sabato 10 marzo 2023 giornata di studi
domenica 11 marzo 2023 visite alle collezioni per i partecipanti alla giornata di studi
La partecipazione alla giornata di studi è libera fino ad esaurimento dei posti disponibili. Le iscrizioni alle visite si raccolgono durante la giornata di studi di venerdì 10 marzo.